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Satira 11 luglio 2012 · lettura 2 min · 1018 letture

Bagnanti

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Aggiustano meticolosamente il telo S'avvitano in trivelle ombrelloidali esasperate (dove tradiscono gocciami nasali un po' greci un po' latini) Ridono appena quel tanto che gli si strizzi il labbro destro sfuggito refuso leporino (come inciampo su lacci di tristezza o come smorfia triste d'animo) Hanno nomi corposi e ben scritti come alberti e stefani e pierpaoli che si spargono e si espandono a scomparsa un dietro l'altro grandeggiando vocali elicoidali in falsetto Spalmano d'olii fino ai piedi una lontana collera di rame non toccano l'acqua non la vedono Si prendono mezz'ora di lettura (con sterzate d'occhi e d'anca e ghirigori d'indici bagnati a sudore e saliva) e poi ripongono maldestri il frutto di stagione senza l'osso con paletta scavano fossette disperate dentro cui buttano cicche fumate a larghe boccate misteriose con cerchi o anelli di tribù nevralgiche ansiogene Inforcano lenti colorate le sforcano Mangiano pesche o pere o spighe Sbilanciano stiracchiamenti di ginocchia Di pene colmano secchielli per castelli Quindi, arrivano compunti alla risacca frenati da una grazia femminile alle caviglie Contemplano gli azzurri cinerini Di tanto in tanto tolgono moscerini Stringono al petto una precisa integrità di pesce (lesso o fesso o al più di gesso) e poi spariscono nell'onda attorta d'un assalto turgido (quasi meccanico l'amplesso) Spallosi gonzi e bonzi risalgono la spuma verniciata del cipiglio Di tergo spadroneggiano l'arsura Se li inviti al dialogo arieggiano Gli colano tatuati sui bicipiti assiomi in lingua originale In tutto spingono all'apologia Senza dir nulla al mondo poi scompaiono muti e forieri portandosi l'oziosa scimmia sulle spalle larghe sotto una doccia fredda come il loro amore
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se qualche lettore si sente offeso (dubito ce ne siano) mi scuso anticipatamente per aver staccato un'immagine che troppo m'opprimeva. E mi scuso anche per il verso che altri sicuramente non troveranno poetico. Cosi è per me.

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (3)

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lucia curiale11 luglio 2012

Descrizione perfetta dell'uomo moderno... Lettura piacevole, interesse che cresce con l'andar avanti nei versi, abilmente misurati e a mio avviso ricercati... Una Precisione che sottolinea questa ricerca dell'uomo all'"essere perfetto" in difetto dei sentimenti. L'amore è quanto di più impreciso e imperfetto sia impregnato ogni attimo di vita umana. Non risponde a richiami, regole o imposizioni. Poesia che merita, per questo segnalo.

Amara11 luglio 2012

...non è il genere che preferisco... ma quello che voleva dire... lo ha detto molto bene...

Angela Fragiacomo12 luglio 2012

non accetto le scuse, perché a me non occorrono... trovando il verso, molto poetico, oltre che tagliente! Certamente ne vien fuori un personaggio tipo, il bagnante, tutto da ridere (amaro)...sarà l'effetto del sole sulla nuca, che rende alcuni esemplari della razza umana, così pateticamente ridicoli? Ma l'aspetto che più mi colpisce e convince, è il tentato dialogo, tramutato in aria in un batter d'occhio! Scene di vita vissuta... ahimé! Ma forse in spiaggia non si va per argomentare, volendo trovare un'attenuante... sagace satira, piaciutissima