E poi sarà la neve
Maria Grazia Vai
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Discorsi fatti di vento
che arrivano, come foglie di betulla
a ricordarmi la forma argentata
del tempo. Qualcosa che nasce
tra i soliti fili d'erba
e il silenzio della neve
che passo passo -cadendo, accade.
E mi disegna lo sguardo in un cerchio
e lo racconta sui grani corti
di un rosario. Nessun dolore
al di qua del portone
tra questa me, le virgole
e un pentagramma dipinto di bianco
Verrà la neve e scriverà canzoni,
m'insegnerà le cose che
facevi tu. Quelle cose
che non so ascoltare
oltre la pozza nebulosa dei tuoi occhi
Diverrà suono di un respiro
senza risposta
che disseta per mano tua
-come una figlia al seno-
le labbra cristalline
e silenziose d'una poesia
Del tempo che non dorme
sarò fratello e padre. Sotto
una lapide - innevata di glicine,
ma senza nome -.
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (1)
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Pierangela Fleri11 luglio 2012
In questi splendidi versi si legge il dolore di una figlia che si specchia negli anni e nell'impotenza che si sente quando l'amore non basta a lenire il dolore ed oltre agli occhi opachi iniziano i ricordi come dice l'utrice stilando delicatamente la tristezza in versi: Mi insegnerà (la neve) a fare le cose che facevi tu... Mi ci sono immersa, rispecchiata e commossa. Magari sbaglio, ma così l'ho intesa

