Girasoli, tragiche corolle
Grazia Longo
1183 poesie pubblicate
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Eppur mai fui così vera
come quando
mi persi all'improvviso
nella tempesta
in fondo all'occhio del ciclone
che recava il nome tuo.
Inghiottita
dalle fauci spalancate
del vento senza dimora d'ali,
fui fiore di carne
turgido di passione,
vela senza timor di strappi,
senza pieghe,
tesa nel vento del mistero,
che soffiava forte
oltre orizzonti nuovi
che non avevo mai sfiorato,
neanche col pensiero.
Eppure, con lo spirito,
avevo varcato confini inaspettati
in assorti miraggi d'ombre
a cantar le stelle scintillanti
immersa in sogni di vento.
Immobili miraggi dissolti
nel silenzio magico
d'uno sbocciare lento
di timidi fiori d'ombra
gravidi di languida rugiada
ad inseguire il sole.
Tragiche corolle
dallo sguardo triste,
come dardi, accese,
tra sorrisi di gialli petali ventosi
e odori secchi d'ombre calpestate.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (3)
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Giuseppe Monteleone11 luglio 2012
piaciuta... un pollice verde inaspettato... incontra il suo giardiniere preferito...
D
Darkside11 luglio 2012
Forse eccessivamente narrativa, ma ottima intersezione di immagini e suoni.
Giuseppe Boccanfuso12 luglio 2012
Descrittiva in ogni suo verso, si lascia leggere nella sua interezza e lascia addosso il profumo dei campi in fiore.


