I son io
Tanto è vero che nel giorno dell'invero
ch'io possa sprofondar nella fossa
se mai vi fosse ressa attorno alla mia carcassa
se mai un giorno un'ora un minuto
piccolo secondo
tradissi l'arme e li compagni miei
di loro facessi un fascio
e all'immondo Stige li gettarei.
Io son me stesso sempre e colui che indefesso
slancia sguainata l'elsa a rotear nell'aere draghi e chimere nere
l'animo a rivoltar.
I son sempre ello che più del cor non mette in piazza
più dell'amor non sa contarvi nulla
più della cameratesca tresca nient'altro sa da darvi
con animo sincero tutto per intero
E allora amici miei ch'aspettate
a prender a piene mani la briglia
di sti quattro versi scritti in pariglia
col core in una mano e la nobiltade
nell'altra ancella d'un sentimento
secreto senza tradimento.
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Commenti (3)
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Citarei Loretta Margherita11 luglio 2012
un'originale poesia sull'amicizia, ottime le metafore, bel testo
Patrizia Ensoli11 luglio 2012
E qui, la citazione del nostro caro Cyrano non ci sta male ... Geniale temerarietà, drammaticità della sua fiera esistenza vissuta pericolosamente all'insegna del non piegarsi mai alla mediocrità e alle convenienze costi quel che costi " sguainata l'elsa a rotear nell'aere draghi e chimere nere " Nobiltà di un sentimento, ritrovo in questi versi affascinanti e belli ... Piaciutissima
poeta per te zaza11 luglio 2012
Mi ricorda "S'ì fosse foco" di Cecco Angiolieri...

