E poi arriva la notte
Giuseppe Boccanfuso
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Guardo fuori attraverso questo vetro la solita monotonia
resto seduto a questa vecchia scrivania
pensieri e parole vagano senza meta
io una pozzanghera d'acqua cheta
un'amica che mi tiene compagnia e resta silenziosa
l'ombra di me vaga sopra ogni cosa.
Vagano i ricordi e li afferro nell'inchiostro
la notte è il solito mostro
oramai non fa più paura, quasi pena
resta in mia compagnia e si incatena
annuisco al mio sorriso senza senso
io vivo, io parlo, io scrivo, io penso.
E' la notte del poeta folle, o della follia del poeta
ogni cammino ha sempre la sua meta
ed il mio è tortuoso su strade sterrate
su pagine bianche prese e violentate
costrette a subire la mia ira e il mio volere
adagiate l'una sull'altra aspettando di sapere.
E la penna inizia il suo cammino, quasi dovuto
dove non c'è pioggia non è piovuto
dove non c'è sole forse è notte piena
ma sono sempre gli stessi brividi lungo la schiena
che arrivano come impulsi senza freni
rotaie che si rincorrono, e poi i treni.
Treni che passano una volta sola nella vita
stazioni che scivolano come sabbia fra le dita
amplessi mentali e soluzioni senza tregua
anche il sognatore ora s'adegua
e come lo strappo di una tela preziosa
le lacrime non rattoppano ogni cosa.
©
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso
Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.
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