Dimenticai l'ora più lunga
Rosetta Sacchi
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Dimenticai l'ora più lunga
Nel ricordo tremulo
Maldestramente celato
Nelle lacrime
E nel palmo delle mani
L'ora più triste
Temuta, immaginata
Inquieta, interrogata
L'ora che segnò il confine
Tra giorno e notte
Che mi sospese il fiato
In un vicolo cieco
Che mi lasciò ignuda
Alla deriva senza più sogni
E senza stelle in cielo
Ritornò ogni giorno
L'ora più lunga
In attimi d'eterno
Nel buio della notte
In un cuscino serrato
Al petto sui battiti del cuore
E nei miei sogni rapiti
Calpestati arresi.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rosetta Sacchi
"Gabbiani" - Vincenzo Cardarelli - Non so dove i gabbiani abbiano il nido, ove trovino pace. Io son come loro, in perpetuo volo. La vita la sfioro com’essi l’acqua ad acciuffare il cibo. E come forse anch’essi amo la quiete, la gran quiete marina, ma il mio destino è vivere balenando in burrasca. ^^^^^^^^^°
Commenti (2)
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Azar Rudif15 luglio 2012
Semplicemente impressionante il senso dell'attesa e della sospensione del tempo in attesa di un qualcosa di inevitabile e di temuto.
Arcangelo Galante16 luglio 2012
Un testo introspettivo, molto significativo e profondo. Belle descrizioni, accompagnate da metafore davvero incantevoli, completano il valore della pubblicazione. Apprezzata per stesura e contenuto.


