Del mare le sue memorie di cielo nel suo dolce seno
Giorgia Spurio
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Del sorgere le gialle ciglia
dagli occhi dormienti ancora
del mattino spalancando pupille
del ceruleo che i tetti racchiudono sulle cime,
e divento foglia di verde che il silenzio dipinge,
e voce che di pesco ha ancora da fiorirsi le nostalgie,
e di madre sa ancora piegare nel grembo le ali
delle madonne, stese sulla sabbia tra la salsedine e gli angeli,
tra le cipree e i loro bimbi, perle che di grigio è poi non più nero
tra le luci e i fondali, che sembrano sirene.
E del loro velo, si nutre il cielo di latte
come di stelle su fili tenuti da marionette
e di lune che i monti timidi sorreggono
sulle spalle, come padri
pescatori di viandanti senza memoria,
e di nuovo è casa, oltre la lunga barba,
naufraghi senza fotografie,
raccolti fra le reti e le meduse,
e oltre lo specchio d'acqua
sarà il figlio a guardar loro
le proprie cicatrici, e lì baciarle.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (1)
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EnzoL15 luglio 2012
eleganza e grande bellezza in ogni singolo verso, le immagini che scorrono sono di grande impatto e mi colpiscono feroci, con il ritmo impresso ai versi. - e di madre sa ancora piegare nel grembo le ali - cosa altro scrivere... mi emoziona moltissimo leggere simili testi

