Mi hai violentato l'anima
Grazia Longo
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Pensare che un tuo sguardo
avrebbe fatto di questo seme
l'albero più alto della foresta,
di questa vita un sogno sublime,
di un'illusione una stupenda realtà.
Di questa morte una resurrezione.
Bastava
un tuo sguardo d'amore al mio amore
e ti saresti sciolto in preda all'estasi.
Pavido e vigliacco
sei fuggito di fronte ai miei occhi.
Hai strappato a morsi
il piacere dalla mia carne
messo a ferro e fuoco il mio regno
lasciando una scia infinita di dolore.
Solo un misero bottino di caccia
nelle tue mani immonde
intrise dal sangue della mia anima.
Ah! vanesia volontà di catturare,
possedere e distruggere!
In me hai trovato ed ucciso
tutti i tuoi fantasmi.
Attraverso me, hai consumato
la tua atroce vendetta col passato.
Hai ferito ogni mia foglia,
strappato ogni germoglio,
scortecciato ogni mio ramo.
Mi hai fatto croce d'amore
martoriato, umiliato e offeso.
Ora sanguina il mio sguardo
in vuote pupille di silenzio
e ogni mio stremato fiore
china tosto il suo capo
senza essere mai sbocciato.
Senza più amore
la mia carne
è bellezza mummificata,
le mie zolle
son diventate pietre.
Il sole è solo un fioco, fatuo riflesso,
sulla palude putrida e stagnante
della tua viltà.
Il mio cuore giace morto.
Sepolto in arido deserto,
più non batte.
Un teschio è appeso
in cima al ramo mio più alto,
e dondola ghignante
lanciando, sotto la luna,
grigi bagliori.
E la vita,
la vita è senza suono.
Ha perso per sempre
il suo odore e il suo sapore.
©
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (4)
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Alma Gjini16 luglio 2012
ho i brividi leggerla... sentita a pelle e senza altre parole... segnalo e conservo
Stefano Drakul Canepa16 luglio 2012
beh una poesia dai densi significati, limpida, trasparente nel suo dolore. Notevole
Gianpiero De Tomi17 luglio 2012
E' molto bella e profonda. Per uomo è quasi impossibile comprendere il dolore di una donna sottoposta alla violenza ancestrale, della supponenza e presunzione legata alla superiorità maschile.
Giuseppe Boccanfuso20 luglio 2012
Versi che lasciano i brividi e mi fanno inorridire al solo pensiero, vera in tutta la sua sofferenza. MAGNIFICA




