Pestata

Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (5)
Note di sofferenza, sparse intorno, dette e non dette. Bellissima interpretazione
commento raramente e raramente leggo qualcosa in cui mi ritrovo e sento come in questa tua ultima, nulla ci sorprende poiché tutto ciò che ci accade lo abbiamo meritato, scatenato, scaturito e provocato pur non essendone sempre consapevoli. Essere consapevoli di ciò che provochiamo con i nostri gesti non sempre ci è chiaro, ma alla fine la vita porta il conto e con esso dobbiamo far di conto. Siamo incolpevoli quando abbiamo subito, siamo colpevoli quando abbiamo lasciato che gli altri facciano di noi ciò che non avremmo mai voluto e lo siamo se abbiamo provocato. Ma il destino chiarisce e sconfigge ogni malinteso. Mi piace molto questa poesia,
Ottima lirica che si presta a differenti interpretazioni... Ottima la lettura di Barbara Golini che la legge come una dura introspezione. Personalmente sono più propenso a darlle un vaste di "denuncia"... anche per la collocazione nella categoria domme e soprattutto per la chiusa che sigilla una diffusa indifferenza ...quando accadono fatti di violenza che hanno come vittime le donne. Comunque splendida sia come contenuto che per la strutturazione magnifica dei versi, Autrice che non tradisce mai! Comlimenti!
ci leggo il momento esatto in cui tutto è franato... irrecuperabile il prima, l'autrice segnala con immagini ed impressioni simili a flash back l'istante... amara
Pestata e calpestata dall'indifferenza... questo è il mondo che viviamo?...EMOZIONANTE.





