Non è quello che volevo scrivere
il certo di me non potrà mai essere rimango nell'incerto * 1° aprile 1958 * you don't know me
Commenti (4)
Le parole hanno un valore e a volte possono, in un contesto, esprimere più di un pensiero, più di un concetto... ed ecco l'interpretazione. E' bello poter scrivere ed esprimere chiaramente ciò che si voleva... Ma leggendo, il lettore può sentire un'altra emozione... allontanarsi dall'autore. E' bello anche questo, quando accade. Può verificarsi che la mano di chi scrive, scorra sconclusionata e incosciamente scriva ciò che l'autore non intendeva... meglio... la sua anima ha il sopravvento... non di sicuro la sua mente. (questo mi trasmette...)
Certo, le parole hanno tutte un valore, ma sono difficili da interpretare e spesso ciò che arriva al lettore non corrisponde all'intento di chi le scrive, ma le stesse, si sa, sono di chi le legge, tanto è vero che spesso accade all'autore stesso di rileggerle e scoprire che non corrispondono esattamente al suo sentire e questo perché la parola sempre stupisce e soverchia . Bella, chiara, si soprenderà, l'autore, per la buona riuscita: le parole, quì, soddisfano il suo desiderio di farsi intendere, dunque hanno assolto al loro compito!
Certo ognuno interpreta ciò che legge tramite "un suo sentire un suo vissuto" e anche se non corrisponde a ciò che l'autore voleva dire, sappiamo che ognuno di noi è unico e un'unica poesia può aprire concetti e orizzonti diversi e sorprendere persino lo stesso autore perché tante volte ciò che si scrive parte si, dalla mente, ma è poi l'anima quella che guida la mano e posa la parola. Gran bella poesia, complimenti.
non posso dire niente di scontato. non mi vine una considerazione poerica bella/brutta. non sono in grado concio come sono se era ritmica o meno. sai quanto amo le tue poesie. mi è piaciuta dopo mezza bottiglia devo dire che l'ho trovata gradevole e piacevole da leggere. scusa la mia schiettezza. rispondomi se vuoi che tolgo il commento. sincero. sei veramente



