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Uomini 19 luglio 2012 · lettura 1 min · 1426 letture

Mosè di Michelangelo

Alephso 190 poesie pubblicate
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Roccia scalfita, briciole di pietra, nuvola di polvere tutt'attorno vela. forme s'insinuano nelle venature che lo scalpello viola alacremente. Prendere corpo, assumere sostanza, essere infine infinitamente. Immortalato, pezzo di montagna pronto a far fronte al volgere del tempo. "Parlami adesso, dimmi il Vero Nome, tu lo conosci, maledetto. Parla".
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Un episodio molto conosciuto, la martellata data sul ginocchio che il vate diede intimando di parlare a tanta forgia di capolavoro. Ho immaginato, cosa avrebbe chiesto? Il vero nome che il Mosè conosce, gli è

L'autore
Alephso

Qui rendo me stesso, scrivendo attento l'opinabile sentire che ascolto nel mio essere inintelligibile.

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Commenti (1)

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O
Osvaldo Spizzirri19 luglio 2012

Già Sisto IV della Rovere, si scervellava pensando al suo Michelangelo, eppure gli aveva dipinto una delle opere più belle al mondo, non dimentichiamolo .la "Cappella Sistina" e noi oggi... vogliamo eguagliare il suo pensiero...??????? certo pensare non fa mai male, le opre indelbilil rimangono, anche se confuse col pensiero dell'amore,,, Bellissima...!!!!!!!!!!