Richiamo
Taoco Glotami
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M’è pregna di te
questa mia mente
ti spoglia e ti riveste
ti bacia e musica il tuo ventre
come un violino
che geme follemente
tra i tuoi spasmi
e il mio ardire impertinente
è satura quest’aria
nel goder perduto della notte
dove della mia lingua tu ne sei il richiamo
leccato e sussurrato
delle mie mani
che con ingordigia ti han toccato
del mio palato
che il sapore del tuo fuoco ha accarezzato
e tu
tu che ti contorci
in una danza senza suono
come le movenze delle mie parole
come un fiato notturno e il suo peccato
tu che randagia afferri la mie labbra
che hai intrappolato le mie radici nel tuo grembo
e ora son lì
a scavare
per morirci dentro.
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L'autore
Taoco Glotami
la poesia non è un lucro, adattato all'apparenza, si scrive per essere e non per apparire...
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