Equilibrio precario
Mario Contini
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Non voglio mai ricordare
la fragilità
e il dolore di certi momenti,
so bene che esistono,
so che possono tornare,
ma la mia paura a volte
ama giocare con l’insana,
stupida inconsapevolezza
e nel mio intimo buio,
lì dov’è rintanata la rabbia,
non odo nessun urlo,
solo un diafano silenzio
e quel sottile
tintinnio di pensieri
che la mente ipocrita disperde
è l’anima che m’avverte,
spesso di notte,
nel sonno,
quando il mio corpo sobbalza
e credo di precipitare nel vuoto
questa infaticabile anima,
ch’è costretta a correre
sul filo di lama,
e cade, si ferisce, si rialza,
nel mio infinito equilibrio precario.
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Mario Contini
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