Polenta e osei a colazione!

Commenti (14)
Poesia della memoria contro la rassegnazione e la stagnazione della nostra società. Anche se "Baffone" non è arrivato, e l'aurora d'idealità si è spenta nelle nebbie del qualunquismo e dei sopori della coscienza civica. Magistrale poesia che conservo e segnalo.
Ora come allora, nulla cambia: indignazione, illusioni, attese. alla fine l'uomo qualunque si sente demotivato alla costruzione di una coscienza civica e critica, e conseguente impegno politico, con ulteriore vantaggio dei (pre) potenti. bella anche la prima parte, oltre che come originale introduzione anche per il suo valore metaforico
La forza dei ricordi di ieri trasporta attraverso efficaci metafore la situazione di oggi "tanto non cambia nulla per l'uomo qualunque" Una poesia che si legge volentieri e fa riflettere, molto piaciuta
Già, si vive (a volte si tira avanti) continuando a sperare, che le cose cambino, che la vita diventi migliore ma... una bella lirica ironica di una triste ironia, ma a volte bisogna pur ridere di noi stessi!
I tempi delle lotte nelle fabbriche per ottenere maggiori diritti, maggiore dignità, per migliorare i servizi per vivere una società migliore sono scemati, baffone si è perso nel settarismo troppo duro e violento, non si fa in quel modo un cambio di società . I forchettoni oggi esistono più di quando lo scudo crociato spadroneggiava e i mangia bambini erano messi al muro un 48 che oggi fa ridere rispetto alo sfacelo totale, all'indegno modo di gozzovigliare con i soldi dei rimborsi elettorali dei rimborsi all'editoria . C'è solo accaparramento e si salvi chi può .
Magnifica Poesia di classe... L'Autore ha la rara capacità di rendere vivi i propri ricordi fra versi raffinati, piacevoli, fra l'impegno sociale e il sentimento di una persona che assapora i propri giorni passati con amore. Complimenti, molto apprezzata.
Una poesia che evidenzia un'ammirazione per la figura del padre per i suoi ideali, per il carattere e la forza, che inevitabilmente è stata appiattita e netraulizzata dallo strapotere del sistema e giochi di potere... che tuto fagogitano e tutto distruggono... Bella e condivisa...
sagace e profonda lirica che passando attraverso il dolce ricordo della figura paterna evidenzia l'unica verità difficile da accettare, oggi come ieri l'uomo qualunque non conta niente, ridotto ad uno spaventapasseri (ma quali passeri?) umiliato e offeso, dal susseguirsi di goversi dissennati... splendida la famosa frase dialettale che celebra Stalin simbolo dell'ultima illusione di una società equa, come vendicatore dei vinti!!!ammirata applaudo quando ad un'ottima scrittura si associano una tale arguzia e una bellissima musicalità!!!
meglio che non commento il messaggio (che condivido pienamente), rischio però il ban a vita sul sito. mi limito a commentare la tua penna, delicata eppure forte traccia in questa 'satira' un sentimento che da innumerevoli generazioni è divenuto realtà. ottima ed apprezzata (bella la scelta del ricordo per introdurre il tutto)
Illusioni, attese, tanta indigniazione... e l'uomo qualunque ... che arranca, piange, bestemmia ... ma non ha più niente da imprecare... tutto ci hanno tolto, anche la dignità... Mondo di pupazzi che (s) guidano ... stanchezza e speranze affondate in un mare di niente... Grande valore metaforico e arguzia, dignità che non si arrende!!!
autore... dalla penna valente... mi complimento... apprezzata e letta volentieri...
Il contrasto fra un microcosmo fatto di piccole lotte quotidiane e un macrocosmo dove sono in gioco interessi politici e finanziari da capogiro ispira questi versi di altissimo valore poetico e di grande impegno civico. Piaciuta e sentita immensamente.
Una chicca da far leggere, a me ricorda mio nonno che era piemontese e guarda caso il suo nome è Natale. Immagini reali che si ciniugano con una sottile venatura di satira e tantissimo realismo.
vanno giu' duro in realta' i versi a meta' tra l'amarezza e la satira... bellissima












