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Satira 20 luglio 2012 · lettura 1 min · 4134 letture

Polenta e osei a colazione!

Duilio Martino 581 poesie pubblicate
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Impagabile... un vero spasso osservare mio padre affasciare ramaglie - ginestre i lacci - coi ciuffi di felci e sterpaglie poi sagomava il pagliaccio. Camicia rossa e neri calzoni sul capo - esumato da mia madre - un berretto d’alpino un po’ tarlato ricordo d’un commilitone. Pioveva sempre (sul governo ladro) ministro era Tambroni appena usciti dalla galleria era nera e imprecavano in molti: "adda venì baffone”. Tanto non cambierà nulla per l’uomo qualunque sarà una eterna stagnazione ridotto a straccio ci si sente in uno Stato penoso uno spaventa (i) passeri e nessuno s’avvede della produzione. Ma dove sono i passeri? Punto tre euri su "polenta e osei" a colazione.
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Satira, ma non troppo...13 dicembre 2012
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Commenti (14)

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Marina Pacifici20 luglio 2012

Poesia della memoria contro la rassegnazione e la stagnazione della nostra società. Anche se "Baffone" non è arrivato, e l'aurora d'idealità si è spenta nelle nebbie del qualunquismo e dei sopori della coscienza civica. Magistrale poesia che conservo e segnalo.

Ora come allora, nulla cambia: indignazione, illusioni, attese. alla fine l'uomo qualunque si sente demotivato alla costruzione di una coscienza civica e critica, e conseguente impegno politico, con ulteriore vantaggio dei (pre) potenti. bella anche la prima parte, oltre che come originale introduzione anche per il suo valore metaforico

Lidia Filippi20 luglio 2012

La forza dei ricordi di ieri trasporta attraverso efficaci metafore la situazione di oggi "tanto non cambia nulla per l'uomo qualunque" Una poesia che si legge volentieri e fa riflettere, molto piaciuta

Fiammetta Campione20 luglio 2012

Già, si vive (a volte si tira avanti) continuando a sperare, che le cose cambino, che la vita diventi migliore ma... una bella lirica ironica di una triste ironia, ma a volte bisogna pur ridere di noi stessi!

P
Paolo Morganti20 luglio 2012

I tempi delle lotte nelle fabbriche per ottenere maggiori diritti, maggiore dignità, per migliorare i servizi per vivere una società migliore sono scemati, baffone si è perso nel settarismo troppo duro e violento, non si fa in quel modo un cambio di società . I forchettoni oggi esistono più di quando lo scudo crociato spadroneggiava e i mangia bambini erano messi al muro un 48 che oggi fa ridere rispetto alo sfacelo totale, all'indegno modo di gozzovigliare con i soldi dei rimborsi elettorali dei rimborsi all'editoria . C'è solo accaparramento e si salvi chi può .

Laura Maira20 luglio 2012

Magnifica Poesia di classe... L'Autore ha la rara capacità di rendere vivi i propri ricordi fra versi raffinati, piacevoli, fra l'impegno sociale e il sentimento di una persona che assapora i propri giorni passati con amore. Complimenti, molto apprezzata.

Idalgo Visconti20 luglio 2012

Una poesia che evidenzia un'ammirazione per la figura del padre per i suoi ideali, per il carattere e la forza, che inevitabilmente è stata appiattita e netraulizzata dallo strapotere del sistema e giochi di potere... che tuto fagogitano e tutto distruggono... Bella e condivisa...

r
rstorace21 luglio 2012

sagace e profonda lirica che passando attraverso il dolce ricordo della figura paterna evidenzia l'unica verità difficile da accettare, oggi come ieri l'uomo qualunque non conta niente, ridotto ad uno spaventapasseri (ma quali passeri?) umiliato e offeso, dal susseguirsi di goversi dissennati... splendida la famosa frase dialettale che celebra Stalin simbolo dell'ultima illusione di una società equa, come vendicatore dei vinti!!!ammirata applaudo quando ad un'ottima scrittura si associano una tale arguzia e una bellissima musicalità!!!

EnzoL21 luglio 2012

meglio che non commento il messaggio (che condivido pienamente), rischio però il ban a vita sul sito. mi limito a commentare la tua penna, delicata eppure forte traccia in questa 'satira' un sentimento che da innumerevoli generazioni è divenuto realtà. ottima ed apprezzata (bella la scelta del ricordo per introdurre il tutto)

Patrizia Ensoli21 luglio 2012

Illusioni, attese, tanta indigniazione... e l'uomo qualunque ... che arranca, piange, bestemmia ... ma non ha più niente da imprecare... tutto ci hanno tolto, anche la dignità... Mondo di pupazzi che (s) guidano ... stanchezza e speranze affondate in un mare di niente... Grande valore metaforico e arguzia, dignità che non si arrende!!!

carla composto22 luglio 2012

autore... dalla penna valente... mi complimento... apprezzata e letta volentieri...

Donatella Pezzino23 luglio 2012

Il contrasto fra un microcosmo fatto di piccole lotte quotidiane e un macrocosmo dove sono in gioco interessi politici e finanziari da capogiro ispira questi versi di altissimo valore poetico e di grande impegno civico. Piaciuta e sentita immensamente.

Francesco Rossi13 dicembre 2012

Una chicca da far leggere, a me ricorda mio nonno che era piemontese e guarda caso il suo nome è Natale. Immagini reali che si ciniugano con una sottile venatura di satira e tantissimo realismo.

Midesa13 dicembre 2012

vanno giu' duro in realta' i versi a meta' tra l'amarezza e la satira... bellissima