La forza della vita

A braccia spalancate
ed occhi socchiusi,
in equilibrio sul filo della vita,
mastico il fiele dei miei giorni.
Alterno piccoli passi
come sgranar chicchi
di interminabili rosari
corrosi da lacrime che mostrar non devo.
Pareti bianche e fredde
lenzuola stropicciate dal tormento,
dove il cuor non riesce più
a ritmar neppur se stesso.
Stringo quella rovente mano
che sento scivolar tra le dita,
mentre sanguina e lacrima
reggendo il filo di questa strana vita.
Eppur traballando nell'ondeggiar confusa,
emetto un suono che par lamento.
Sono aggrappata a me
e chiedo forza in questo momento
affinché tra le aperte braccia,
non rimanga
brezza d'incenso
e una manciata di ricordi.
©
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Commenti (1)
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Francesco Rossi7 agosto 2012
Quanta sana consapevolezza in questa poesia dove l'autrice verseggia spogliandosi dei luoghi comuni e perlustra mirabilmente l'interiorità.
