Abaco matematico
Scorro colorate palle
verdi, rosse e gialle
blu, nere ed indaco
sul mio vecchio abaco.
Giovani anni del mio esilio
dalla famiglia all'asilo
il passo è breve, da infanticidio
il tetto senza cielo.
E tutte le scuole del regno
hanno insegnato una parte della storia
dei popoli vinti nemmeno un cenno
delle tirannidi onore e gloria.
Ora messo al confino
da un mondo di cortesi scambi
ché non amo i ricambi
mi sento sopraffino.
Seppur solitario lupo senza canini
mordo pane che nell'acqua inzuppo,
non mi crogiolo nei miei versi piccini
e non li vendo e manco li appioppo.
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Commenti (3)
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Jade23 luglio 2012
"Seppur solitario Lupo senza canini mordo pane che nell'acqua inzuppo" La semplicità e l'umiltà fanno GRANDE e degno un Uomo di essere chiamato tale e tu lo sei e sono GRANDI i tuoi versi.
Fiammetta Campione23 luglio 2012
fantasia ma non troppo l'umiltà e la libertà intellettuale sono qui messe in primo piano, qualità essenziali per una persona con la P maiuscola. Un leggere molto piacevole
EnzoL24 luglio 2012
particolare 'fantasia' che nelle prime 2 strofe ricolloca lo spazzio temporale alla giovane età, i tempi probabilmente particolari, in cui non si aveva piena possibilità di fruire a verità lo stile riconoscibile ben scritta come sempre


