Equilibrio mentale
Mr Taarces Caifmonac
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Un piazzale di fiori morenti
stracolmo di falsi innocenti,
affacciato su un lago arancione
stracolmo di vermi ondeggianti,
di lugubri iene, serpenti,
e sul rivo tremila leoni.
Una scala dal su infino all'acqua
stracolma di gradi spezzati
pendenti da parti diverse,
sotto una luna ch'alluma 'sì fiacca.
Al centro del lago, su scafi dorati,
regna il rognoso re Serse,
ch'il perso imper colmò di palazzi
stracolmi di donne, bugiardi e ricchezze.
Ma ecco, svanisce il miraggio:
da un grigio sentier véo che sale,
parlando di febbri a me care,
un vecchio antichissimo saggio.
Riordinato m'appare
il mio altalenante equilibrio mentale.
Mi volto e cammino, credendomi sano,
saltello tra i prati, su tremule impronte,
smistate da un tetro uragano
sorgente da un'ampia, bellissima fonte.
S'offusca il sereno.
Una vipera scatta a me addosso,
mi morde, m'inietta veleno,
ed arriva un pastore veloce
che, con assalto precoce,
mi scrolla costei, la lancia in un fosso;
m'affaccio: straripa di miele.
L'uomo mi dice, irritato,
di berne: ha il sapore di mele,
ha il potere d'alzare un malato.
Mi sento guarire, ma al posto del buco
mi trovo un bicchiere stregato
con dentro sol acqua marrone,
habitat mero d'un sadico bruco.
Lo fisso, lo seguo, rivà nella tana,
la qual divideva con ratti e una rana,
verde, occhi grandi e profondi,
al cui sguardo intravidi altri mondi:
nel primo una troia sgozzata,
nell'altro un'angelica fata
rivolta al mio viso,
gridando affrettata un avviso:
"Hai perso oramai le meningi!",
e sguainò l'allarmata bacchetta,
"Non osar ragionartene in fretta!
La tua mente è stracolma di sfingi,
chimere dal volto ancestrale,
ipnotici maghi dal macabro riso.
Sanerò il tuo squilibrio mentale"
La sua arma mutò in un pugnale.
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L'autore
Mr Taarces Caifmonac
Commenti (1)
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perlanera24 luglio 2012
Il vento, la bora, le navi che vanno via il sogno di questa notte e tu l'eterno soccorritore che da dietro le piante onnivore guardavi in età giovanile i nostri baci assurdi alle vecchie cortecce della vita. Come eravamo innamorati, noi, laggiù nei manicomi quando speravamo un giorno di tornare a fiorire ma la cosa più inaudita, credi, è stato quando abbiamo scoperto che non eravamo mai stati malati. - Alda Merini -

