Perché fermarmi?

siiiiiiiii, narcisista son!!!!!!!!! sguazzo nella cupidigia del mio essere, m'accarttoccio intorno al mio super-io, convinto e stantio........navigo su velieri di me , su autostrade a mie corsie , su ospedali farciti di letti miei. narciso diserbante,offusco ragioni negando le mie. IO , narcicasinista, ondeggio su maro
Commenti (8)
tutto ha una fine... forse è giusto così, forse vivere in eterno annoierebbe... quanta rabbia ... ben espressa ... eppur essendo consapevoli di ciò,a volte ci comportiamo come se si potesse rinascere ancora, vincendo la morte... questa bella opera porta a riflettere... sempre bravo l'autore al quale chiedo scusa per questa mia interpretazione del tutto personale...
È la vita e non la morte ad essere senza confini ed è per questo che ci si ribella che ci su rivolta alla miserevole condizione di vita.
perché ha un sapore di inizio ad anello? sento che è talmente concatenato, questo moebiusiano cerchio che non ha un inizio né una fine, come le parole che usi, com'è giusto che sia l'uomo. è splendida
Superba questa magnifica poesia... Il coraggio di essere ancora noi stessi la forza, nell'alienazione che non fa piegare la testa... Sono io... e mi prendo il diritto di essere... Tutto ha una fine... non lo so... forse muta... il coraggio di trasformarlo... BELLISSIMA!!!
...perché fermarsi... ci si ferma per aspettare qualcuno che è rimasto indietro, ...ci si ferma per far spazio a qualcuno che ha più bisogno... o per non esser d'impaccio... o per non esser di troppo... ci si ferma davanti alle porte chiuse, davanti alle lettere senza risposta, davanti ai semafori rossi, davanti a chi se ne va senza una spiegazione... ...tante volte, mi son fermata io... ogni volta per qualche valida ragione...
Tutto ha inizio e tutto ha fine nell'impermanenza, la Vita chiede di fluire, è un fiume che corre verso il Mare... ogni passo in avanti è cambiamento è nuova Vita; la stasi è Morte apparente. OTTIMA
Perché fermarsi... tutto corre e noi dobbiamo essere più veloci, per masticare tutto, per digerirlo, dimenticarlo. Con la solita penna sagace ci fai correre insieme a te... ma soprattutto chi può fermarti???
nulla nasce, nulla muore, tutto muta, ché la morte non è altro che passaggio, trasformazione, da a... dunque non ci si può non ci si deve fermare, mai... neppure volendo potremmo... nel mentre, rimanere fedeli a sé stessi, riconoscendosi ad ogni passo, scegliendo ad ogni bivio, è la migliore strada... per giumgere dove?...non si sa, ma intanto che il viaggio valga la pena, e per non sentirsi irrimediabilmente soli, è bene farsi accompagnare dall'unico amico fidato: sé stessi... un dialogo a cuore aperto mi pare questa poesia, così m'arrva, e avverto il senso di ribellione dato, come la rivendicazione ad essere! Essere! Sempre, prima d'ogni altra cosa! Condivisa e piaciuta molto assai!






