Osteria numero mille
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Un'ottima narrazione, ben delineata. Uno spaccato di vita in fermo immagine, che mi ha ricordato le prime pagine di "Se una notte d'inverno un viaggiatore" quando Italo Calvino descriveva "l'interno notte" di un buffet di un'anonima stazione di provincia e la solitudine, i ricordi, i disinganni ed i tormenti dei taciturni avventori. Molto bella ed apprezzata.
-Di là il gruppetto che mischia le carte bara e il tempo inganna - questo passaggio mi fa pensare al gruppo dei 'pezzi da 90' che tira le cordicelle che si crede immortale, ma ... si sbagliano...
Si!!!! Mi piace questa immagine dell'Osteria... dove le abitudini siedono per le solite serate... Si rimischiao le carte, si bara... cme al solito! All'Angolo la vita che ti monta e lascia i graffi sulla schiena. Grande! Fiocco e segnalo!
Un'osservazione minuziosa! Quante cose si scoprono se ci si ferma un attimo a guardare la gente... La solitudine, l'inganno, l'illusione, la nostalgia, la perdizione, il dolore... tutti i sentimenti e le sensazioni, sono scritti negli occhi e negli atti che le persone compiono... Complimenti!!!
Attraverso l'ironia l'autore coglie pezzi di vita ordinaria, che sono intorno a noi ma che a volte non vediamo, e il risultato è molto gradevole, di grande simpatia. Piacevole lettura




