Educatorio
Fanciullamente acerba nuova di conio,
ti affacci al balcone della casa dei sogni
ti sporgi senza ritegni
t'arrischi per metterti in mostra nel proscenio.
Seduci, accorci, elimini e tagli,
agli illustri fai testo
cerchi consenso
sei in pieno nonsense
chiusa da coup de scene.
mi levo il pennacchio, faccio l'inchino
malgrado mio, malgrado vostro non ti capisco
una trama che al centro ti ha presa
non sono io che la ordisco.
Lavati il muso nell'acqua specchiati
tolta la maschera guardati
a fondo dove le tue colpe giacciono
nella tiepida sera indossale a pennello ti cadono
Schiaffi, qua e là pennellate, sul viso,
di rosso a divenire viola
correzione di un uomo maturo
tu bimba incantata da uno sciocco maestro .
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Commenti (4)
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Emanuele Martina26 luglio 2012
originale e coinvolgente come sempre, articolata, molto piaciuta
EnzoL27 luglio 2012
si sente molto il rammarico come se una persona avesse deluso le aspettative molto ben scritta ed incisiva mi piace molto
Patrizia Ensoli27 luglio 2012
Versi che dicono molto... L'esperienza, non sempre è accolta dalle nuove leve... Mondo questo, dove lo specchietto per le allodole, è sempre lustro... Figli che, si mascherano di quella patina assurda e vuota... Sentita e condivisa...
Fiammetta Campione27 luglio 2012
Particolari questi versi che esprimono rammarico, delusione. Il mondo come palcoscenico dove mettersi in mostra e attirare l'attenzione, dimenticando di coltivare le qualità più importanti, e poi un brusco risveglio. Piaciuta molto



