A filo d'acqua
Maria Grazia Vai
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Anche la pioggia
ha avuto pozze da ricomporre
su quell’unica goccia di temporale
rimasta appesa ad un ricordo
che non ha voce
e nel mezzo la mia casa di giunco
Un rincorrersi d’acqua
e l’odore del mio esistere
che è sguardo ricomposto
alle stagioni della tenerezza
Quel colore d’innocenza
che sussurrava alle finestre
e raccoglieva del silenzio
ogni rumore che passava
il mio mare che attraversa il buio di una stanza
Nulla si apre a questa vita
che si nasconde
come un miraggio
tra le forme di un pensiero
o di un giorno dove tutto
è ormai scritto
Dove la voce
è il tacere che non dorme
e la mia pelle
la sua cassa armonica
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L'autore
Maria Grazia Vai
Commenti (2)
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EnzoL27 luglio 2012
dove la voce è il tacere che non dorme e la mia pelle la sua cassa armonica - . che incanto!!
Francesco Rossi3 agosto 2012
Riemergono quei lontani giorni nell'espansione del ricordo d'amore.


