Sabbia
mi siedo davanti ad un mare
improbabile e costruisco un castello
sicuramente rotto dalle acque
che salgono veloci a tarda sera
la luce è bassa fa la rena
quasi grigia e i corpi abbronzati
sfiorano l'arancio penso
alle estati da bambina lunghe infinite
e non altalenanti per tempo clima
ed occasioni mi ricordo solo mare
e sole e il trepidare delle quattro
al pomeriggio voler uscire per tornare
sulla sabbia a rotolarsi giocare e
cercare le conchiglie i vetrini
stondati come le mie piccole dita
vedo mia figlia che fa le stesse cose
e penso se mia madre mi guardasse
con la stessa meraviglia e con
l'incertezza del futuro facesse
scivolare le onde fra le gambe
seduta sulla riva per poi tuffarsi
con me sulle spalle l'unica
cosa che sento sicura
forse è la cosa più effimera
vorrei che questa sabbia
tra le gambe fossi tu e se anche
un'onda ti portasse via da me
quei granelli ultimi sparsi
saranno oro di un tramonto.
©
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L'autore
Silvia Gotti
Sono di Prato nata nel 75 In questo mio breve viaggio tormentato lo scrivere mi ha sempre reso piu' serena,esprimere qualcosa di me che non tutti sanno cogliere.Mi piace tutto ciò che e' arte tutto quello che e' espressione di sè,per questo canto dipingo e sono stilista di professione.Se quel che scrivo vi suscita anch
Commenti (1)
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Francesco Rossi30 luglio 2012
Ricordi e sensazioni poetate con dolcezza. Quella sabbia assume nel pensiero della poetessa valore assoluto in linea con i sentimenti che emergono dai versi della poesia.
