Bacche di lentisco

Non amo, seppur nelle spire d'ira nera,
erigere erte mura, cantar dolore e spargere fiele,
dalle mie labbra soffiano venti tiepidi e fole
le piogge acide da me non scrosciano la sera.
Tiepida sera, raccolte nei ricordi le parole
stacco ad uno ad uno i frutti del lentisco
colerà olio per la lanterna del mio desco
illuminando il foglio bianco vuoto di parole.
Dalle frugali lenticchie separerò il pietrisco
brecce aride che tra i denti stridono,
saprò dell'amore puro farne il cantico
e alle genti accorate farne dono.
Nel tenue chiaror di tutte le stelle
sarà la luna a tenermi compagnia
mentre mi conta le romantiche novelle
porterà via me e l'anima mia.
Amore, che tra le labbra brilli,
zucchero filante che dagli occhi fili
fiamma che nella pancia bruci,
dammi il tuo profumo e con esso i baci.
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Commenti (3)
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Stefano Drakul Canepa1 agosto 2012
crea una bellissima atmosfera, arcana e la ricercatezza del lessico contribuisce a renderne al meglio la magia... veramente b r a v a
EnzoL2 agosto 2012
e dici bene, il tuo canto sempre dolce ed illuminato non si sporca e non si intacca... ottima, versi eleganti e ben scritti
Giacomo Scimonelli5 agosto 2012
elegante verseggiare di un'Autore mai banale e sempre attento alla forma... complimenti


