Primi impatti
Lago del mattino,
riempe il risveglio,
oscurantismo della decadente estate,
colgo gli attimi frullare
un nuovo inizio
scalda il davanzale,
che grandi occhi
ha la mia finestra,
e mi lascio trasportare
dentro la gente nelle vie,
fra le auto,
fra le voci,
ti cerco solo un attimo,
poi mi riprendo,
ritorno delle malinconie,
il cuore accelera
passa i semafori,
impazzisce,
dove sei?
Poi mi arrendo,
metto dentro un taxi
tutti i miei fugaci pensieri,
apro la porta,
è un solito giorno.
©
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