Non ti perderò

Stracciando gli ultimi fogli
del diario lasciato incompleto
recito il copione ricco d'imbrogli
parte che affronto anche se vomito.
Sulla fronte le mani raccolte
reggono l'urto di onde insidiose
che spumeggiano bianche e s'elevano alte,
l'orizzonte s'appanna d'ombre odiose.
In questo mare di flutti che sporcano
galleggiano messaggi alla deriva,
dalle pance di vetri scolati traspaiono
segreti raminghi, mentre s'arenano a riva.
Ondivago nel buio avanzo con la lanterna
circospetto carico a palla il fucile
scarico il peso dalla giberna
in aria sparo i colpi amari di sale.
Non è il coraggio che manca;
Solo il dolore a bruciapelo sulle meningi
che colano sangue, fiotti di vita stanca,
mi farà chiudere gli occhi anche
Oggi.
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Commenti (3)
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Marina Pacifici4 agosto 2012
Avvincente trasposizione del dolore e dell'incomunicabilità familiare che si traduce in versi disperati e taglienti come vetri. Molti apprezzata.
Garbofania5 agosto 2012
Quel grido interno, quell'urlo "bestiale",e tanta nausea, vomito giallo come fiele."E quella maledetta vita che ti obbliga a continuare, ad andare avanti, quando tu vorresti solo fermarti, quando hai il cuore che scoppia. L'indifferenza degli "altri"che non vogliono vedere, non vogliono sapere, mentre Tu sei una maschera di disperazione. Elemosini un finto sorriso...
Giacomo Scimonelli5 agosto 2012
versi che graffiano ...profondi ...un urlo interiore che viene manifestato in ottimi versi poetici...


