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Sociale 5 agosto 2012 · lettura 1 min · 3343 letture

Un grido d’aiuto

Francesco Rossi 1097 poesie pubblicate
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Una felicità ubriaca tra la piega dell’anima, un tremito straziante sfogliato tra silenzi, incomprensioni, azioni verso una storia già muta. “Fame” Un grido che viene chiuso in un forziere sotto il manto di tanti occhi assenti. Un pianto per la pena d’un angelo promessa di una triste sconfitta in simbiosi tra l’antico e il moderno. “Basterebbe acqua e frumento.” Il teatrino dei potenti responsabile delle corone del soccorso non si scompone, solo parole. Chiedo un atto sincero chiedo di essere debitore dei tempi futuri per un tragitto che dal moderno ritorni all’antico dove il gesto solidale era sentito.
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L'autore
Francesco Rossi

Francesco Rossi nato a Sestri Levante il 24/01/1958 Pensionato. Terminata la scuola dell'obbligo nel 1974 assunto come operaio in una ditta, nel 1976 assunto in Fincantieri dove per 35 anni ho svolto la mia professione di operaio speciallizato. E' in quei anni che si completa la mia formazione culturale con l'impegno

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Commenti (9)

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Giuseppe Boccanfuso5 agosto 2012

Versi che lasciano l'amaro in bocca, che si fanno spazio nelle domande e agonizzano nelle risposte... Un tema scottante ma che troppo spesso resta inascoltato... versi che vanno dritti al cuore, mi unisco alla tua speranza e applaudo la tua bravura.

Spesso prevale l'egoismo e l'indifferenza, verso certe situazioni e coloro che sarebbero preposti ad occuparsi anche delle problematiche dei più fragili, come sottolinea l'autore, sono troppo intenti a conservare il loro potere.

g
giovanni bagnariol5 agosto 2012

Lirica molto piaciuta per stile e contenuto. Un monito ai potenti un forte messaggio sociale che fa riflettere . Complimenti all'autore.

Marina Pacifici5 agosto 2012

Nel sistema neoliberista si giunge a ripetuti e sistematici episodi di sciacallaggio: super potenze economiche che detengono il debito pubblico e quindi condizionano le scelte dei paesi più poveri del mondo al tavolo sempre meno rotondo del Fondo Monetario Internazionale e del Wt. O., l'organizzazione mondiale del commercio... Una poesia profonda e sentita perché un mondo diverso è auspicabile e "oltre al pane vogliamo anche le rose" e senza giustizia sociale ed equità la pace è mera illusione.

Nadia Mazzocco6 agosto 2012

Molto suggestiva e particolare, davvero apprezzata regala sensazioni che fanno riflettere, un bel poetare intenso.

Patrizia Ensoli6 agosto 2012

Versi d'intenso sentire amari e condivisi... L'indifferenza, l'egoismo di chi, potrebbe e non agisce il freddo calcolo dei potenti... nell'assenza d'equità e giustizia sociale... Versi sentiti e molto apprezzati!!!

Donatella Pezzino7 agosto 2012

Si resta costernati quando si pensa che ancor oggi ci sono popolazioni intere che soffrono la fame. Si progredisce nella tecnonogia ma l'umanità ristagna, indifferenza ed egoismo vanno di pari passo con l'orgoglio vuoto e tronfio dei potenti. Una poesia vibrante e sincera che condivido in pieno.

d
davina167 agosto 2012

Come non condividere il messaggio di questa poesia, originale e profonda. Un problema di difficile soluzione in quanto gl interessi verso gli esseri umani sembrano spesso non essere prioritari.

L
Libera Mastropaolo3 settembre 2012

Hai ragione da vendere, Francesco. Bisognerebbe ritornare indietro per ritrovare il senso del dovere nei confronti dei simili per smorzare il proprio egoismo. Bellissima poesia, profonda, musicale e molto sentita.