Cieli d'incontinenza
Grazia Longo
1183 poesie pubblicate
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Vuotato calice
infranto alfine
contro pareti spoglie,
immemori d'ogni odore.
Ho squarciato i miei quadri
usciti da mani felici
quando le mie mani
incontravano la tue mani
in cieli d’incontinenza
di pelle e fiato
ora
nella solitudine
del mio letto
giace il corpo
affranto d’un silenzio di mani
cavo di voci vicine
e colmo d’emozioni lontane.
Sprangato è il cancello
infrante anche le stelle
in cieli d’inchiostro
come fossero vetro
fragili di silenzi
povere di luce
quasi spente
nel catino dell'oblio.
In una polvere sottile
s’assottiglia
la vita ...
è una stria luminosa
che graffia il cielo
e muore.
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L'autore
Grazia Longo
Commenti (2)
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Francesco Rossi7 agosto 2012
Questo poetare o per lo meno lo stile porta il lettore nella dimensione in cui l'autrice si pone con i suoi versi dove fulgori di lame aprono squarci dove poter vedere e capire.
Giuseppe Boccanfuso7 agosto 2012
E sarai ricordo se tornerai alla mente o desiderio se sentirò la tua mancanza... Versi bellissimi in quel velo di tristezza che emoziona il lettore.


