Esiste un cammino

Esiste un cammino
Che non è solo narrare
per rimorchiare via
Racconti possibili
Voli d'immaginazione vicino
A soffitti di vetro che tutto
Riflette e pare uguale
Simile a te
Rimando che si specchia
Senza toccare il dentro
Scietto e sincero riflesso
Di ciò che sei
Di sbieco
Inpercettibile quadro
Che non da smanio di scelta
Elevarsi in un dove
Con mero enigma
Può darsi
O in un altro modo
Calarsi, atterrare
In un cambiare in altro
Senza interrogarsi
Quanto saresti in quella parte
O quanto di ció sarebbe vissuto
Ma senza meno domandarsi
Che sei di ció che ieri eri
Una linea di frontiera
Composta
Di difetto e martirio
Poi specchiarsi in ciò
Che ti mangia e inghiotte
T'oltrepassa nella via
Pressappoco, disagevole
E fastidiosa
A dar equivoco losco di non
Esser più d'immagine consueta
Nel punto esatto che non rimira
Ne angola
Trasversamente le tue emozioni
Spesso in appostamento
Prive d'angoscia e spavento
Sulla pelle
Un non conosciuto che si riflette
In un immagine scarabocchiata
Su un cristallo ignavo indolente
E senza incavo
Inpersonale insipido
Trasparente cristallo
Di un apparire d'aspetto
Solo a quell'area
Di forma e figura
E c'è un cammino
Assai piú breve
Da attiguo in disuguale diverso
Forma immagine dove
Il vanesio leggero è quel calmo frivolo
Ma avvenente che t'arrotola, affagotta
D'inconsueta affinità,similitudine
E che sa far nascere candida
Farfalla in un volo d'intorno
Ad una quercia che radici danno alla vita
Laddove s'involge e volteggia in volo frenetico
Per un istante non tracciato e scritto
Probabilmente solitario unico istante
Che non ho mirato e visto.
indi s'adagia e li bocciola
In diversi me del momento
Più ameno, attraente e succoso compiuto
A momenti breve, effimero
Fuggevole, fallace
Come tocco lieve di mano
Espresso a me stesso
Magro, scarno e smunto
Legame e contatto
Con il reale scivolato
Con vigore intimamente
Al centro d'una carezza
Un abitudine dalla forma eleicoidale
Del consueto quotidiano
Che calca la falce della luna
E li la veste come quasi una pelle
Gaiezza da tingere
Nel spirito mio fatto persona
Fra arcobaleni e risa
Un ragionamento chi mi scuote
Al centro e mi fa lesto
Nasce senza ritegno
Dove non s'affaccia
Più il profumo delle tue orme
Su destrieri arabi e neri
In quel perpetuo tuo
Volteggiarmi dentro fra le tempie
M'involgi e m'accortocci
Fra i tuoi fianchi e il tuo
Essere di donna
Non più farfalla fragile e fulgida eterea e diafona
M'involgi e m'accartocci
Fra i tuoi fianchi
E il tuo essere donna
Data alla luce dalle stelle
Compagna, donna amante fertile
Di integritá manifesta
E più umane immaginazioni
Inventiva disperse nel perpetuo
Cammino al centro di vacui
Sgombri non visibili nel tempo
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L'autore
Mr Magoo
MR. MAGOO simpatico vecchietto, calvo e brontolone, che si ostina a non voler portare gli occhiali nonostante sia fortemente miope quasi cecato tema principale gli equivoci dell'incosciente, vecchietto che si caccia in un mare di guai: quando prende l'aereo, crede che si tratti di una nave e quando cr
Commenti (1)
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Clara Gismondi7 agosto 2012
Un luogo, un contesto, un cammino, una figura che non sia solo metafora del bello e del delicato amore... Una poesia che sembra una strada, un percorso a leggere i segni e a leggerti dentro... come spesso succede in poesia. Molto bella e complessa!

