L'afa morsa
Giorgia Spurio
671 poesie pubblicate
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Perle di cotone,
come il nulla nascosto
prima che nasca parola,
sul foglio, la sua macchia d’inchiostro.
Si inerpica ed issa la sua bandiera
fin sulle facce dell’afa
e non si respira più la sua, dell’aria,
l’araba sconosciuta e pia anima.
Non ha corpo il mio,
mi tolgo di spine la maglia,
tuniche per raccogliere miele dagli sciami,
per cestinare i loro dialoghi
in cerca di giudici
per i loro avvocati,
arringhe che sono sotto accusa.
Chinami il capo,
ti farò indossare le nudità del mare,
e le scapole incavate di chi le chiama ali,
angeli nascosti
di chi dimentica alcool
in vino sulle bocche addormentate.
E si ricerca la luce,
di sera, finita la via
tra i quartieri del buio,
-neanche i gatti lì ci miagolano-
Ti spiano quatti quatti.
E si cammina -a passo lento,
a passo svelto-, di notte,
finita la granita, corretta al rum,
-neanche gli ubriachi lì ci ridono-
Ti intravedono stremati sui marciapiedi.
Ma gli uomini chiedono gli occhi
alle donne, e chiudono le bocche,
i bimbi pronunciano schioccanti prime parole
e il dorso delle stelle,
-sì, proprio quelle, che tu indichi-
sembrano di ragazza la schiena
dove luna, lì muore la sua luce,
e si risveglia come di riverbero
sulla neve vista in sogno, d’Alaska l’alba.
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L'autore
Giorgia Spurio
Commenti (2)
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Francesco Rossi7 agosto 2012
Letta e riletta questa composizione in un intenso fiorire e sussegguirsi di metafore i versi scorrono fluidi svelando palpiti e silenzi.
RaggiodiSole8 agosto 2012
Che bella! Ricchissima di metafore, ogni verso una breve Poesia a se stante, sei un Mito!!


