1.740 lettori online · 355.616 poesie · 7.565 autori
La Piazza Entra Iscriviti
S Scrivere Poesie & Racconti
Pubblica
Home Poesie Impressioni
Impressioni 9 agosto 2012 · lettura 1 min · 3604 letture

Bandoneon

A
Antonio Terracciano 1000 poesie pubblicate
+ Segui
Di Germania importato in tempi grami, a tanti tu facesti compagnia, fedele amico di chi spesso, solo, s’ingegnava a creare il suo futuro. E dopo, nei bordelli e nelle sale, trovasti il tuo destino più adeguato, facendo innamorare e spesso odiare chi ambiva a dei legami acuti e intensi. A differenza di tanti strumenti, tu rigido non sei: ti tendi al punto da sembrare spezzarti, insieme ai cuori umani che ti suonano e t’ascoltano; t’allarghi e ti restringi, simulando i movimenti d’animo irrequieto, cui basta la durata d’un sol tango per pervenire all’odio dall’amore.
♥ 0 💬 0
🌐 Pubblicata con licenza Creative Commons: puoi condividerla e ripubblicarla citando l’autore e la fonte.
Il bandoneon ha un aspetto quasi magico, che fu raccontato in modo originale dal cantautore Vinicio Capossela in un’intervista rilasciata a Michela Fregona per il libro "Tangomalìa", ed. "Postcart", Roma, 2005 . Dice, fra l’altro, Capossela: " [ ll mio primo disco di tango fu di ] Astor Piazzolla. Fui preso da quelle lame, da quei lamenti, da quelle implorazioni di violino, da questa musica che mi prendeva a spire, come una mantide. Da allora mi si attaccò il male del bandoneon, questo strumento acuminato (è una lama il tuo respiro d’asma, bandoneon, e se l’ombra, come si dice, è l’anima, allora sarai tu, bandoneon, la lama che me la staccherà dalle scarpe) . Avrei desiderato imparare a suonarlo, addirittura; e quando anni dopo, nel 1989, mi capitò di vedere dal vivo Piazzolla e poi di incontrarlo per strada, stretto tra i suoi compagni di banda, di inseguirlo mentre camminava spedito e di chiedergli così, al brucio, ‘Maestro, come posso imparare a suonarlo, il bandoneon? ‘, e di sentirmi rispondere, masticando riso, ‘Bisogna essere pazzi, ragazzo! ‘, poi sparì, come tutti i cattivi maestri, che ti infebbrano e ti lasciano orfani, ma ti aprono una porta, che poi ne apre un’altra e un’altra ancora, in questa dolorosa catena di bellezza che non ha fine che con la morte, per consumazione, del nostro cuore. "30 maggio 2020
A
L'autore
Antonio Terracciano

Sono un ex insegnante di scuola media (di francese) , e vivo nella cittadina in cui sono nato (a quindici chilometri a nord-est di Napoli) . Da giovane scrissi un centinaio di poesie (quasi tutte adesso da buttare) in versi liberi (e qualcuna anche quasi ermetica) , ma poi, dopo un letargo poetico durato più di trent'

Tutte le opere →

Commenti (0)

Accedi per lasciare un commento.Accedi

Ancora nessun commento. Scrivi il primo!