Forse tarderò
Stefano Drakul Canepa
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lune distratte
dal vento del tramonto
e dal ritorno
Forse stasera tarderò, ma tu non temere
che nel buio io rinascerò come una nuvola
al tramonto e fra tutti i respiri del vento
sentirai il mio, un po' più caldo del mare.
Forse mi sveglierò un mattino e mi vedrai
arrivare su un'ombra scura, tenuta per anni
in un cassetto a tremare e poi svelata
ai primi gesti di uno strano incedere del sole.
Sarà una luna consumata, un po' distratta
da tutte le cose che dovrò fare e dalle gocce
di una pioggia sporca, che io berrò a sorsi
lenti, per non sprecare il mio desiderio di morte.
Forse stasera non mi vedrai ma non temere,
i giorni trascorrono furtivi fra voci sussurrate
e brevi, quasi in controluce su foglie danzanti,
melodie rubate alle albe in attesa di una sera.
Forse una sera resterò, fra le nuvole e le lune,
fra le carezze estratte a sorte dal cuore malato.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (2)
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Laura Maira11 agosto 2012
Un cuore malato di nostalgia e ricordi, lontani ma ancora sempre presenti... malinconica e struggente, sempre impeccabile. A me fa pensare a un amore perduto, in special modo. BELLISSIMA.
Miriam Badiani11 agosto 2012
Una dimensione di introspezione, tra ricordi, malinconie e desiderio di risveglio, il tutto sotto la luce della disillusione. Un testo con molteplici punti di riflessione, .


