Pagine strappate
Grazia Longo
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Ah, nebbie crudeli,
che in queste ore di buio,
distillate luce!
Voi, nebbie di giorni,
che celate verità al sole,
perse, dissolte, ora,
in questo chiarore lunare,
dove è canto di civetta,
il silenzio,
ed è vago
ogni tentativo d’arrampicarsi
sull’immagine riflessa
del mondo.
Oh, voi,
che m’avete protetto
dell’oscurità del giorno
con i suoi rumori
c'addormentano la coscienza
e i suoi falsi idoli,
sugli altari stracolmi di fiori artificiali.
Persi giorni in fiere di mercanti in erba
intenti a decantar la propria merce
nello squallore ammorbante
d'eterologhi scambi d'umori e di sapori.
E ora ...
ora, che il silenzio mi picchia l’anima,
battendo forte alla mia porta,
con la sua voce roca
e la sua mano lieve,
ecco, che il maglio del destino
s’abbatte, inesorabile,
sull’ultimo baluardo d’un pensiero,
e cade, in ginocchio, ogni difesa.
Senza timor d’ignominia,
odo l'onta scivolare sulle ginocchia,
prima ben salde,
mentre gocciola di verità bruciante,
la palpebra socchiusa su un dolore
che non ha più bisogno
né di te, Amore, né delle tue parole.
©
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Grazia Longo
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