L'adolescenza
Il mattino ha l’aria forte,
il vento sferza il viso
in una giornata dal cielo azzurro,
nel tempo delle decisioni,
da prendere o lasciare.
Lasciare... l’adolescenza, ad esempio,
ingiallirsi il volto
e trovarsi adulto tra gli adulti...
...è una scelta.
Abbandonare lievi carezze in un volto scivoloso,
denti gialli per gioventù e capricci da “star”,
in una stanza come una prigione,
destinata a segreti assolutamente segreti.
Lasciarsi alle spalle fiumi di lacrime,
pioggia insistente, infinita,
come i battiti del cuore, nella mente, continui e assordanti,
specie in presenza di un dolore.
Lasciarsi dietro innumerevoli poster
icone inutili nell’illusione di coprire vuoti,
che natura nasconde per pudore e vergogna.
Via anche le labbra sporche di fugaci e improvvisi furti,
che adrenalina nel sangue di impurità ci circondava,
mentre la musica ad alto volume nelle cuffie,
stordiva la mente e i suoi pensieri.
Lasciare con dolore, certo, qualcosa che si è amato più di se stessi,
invano inseguendo sogni destinati a restare tali,
commesso viaggiatore di sentimenti a poco costo.
L’amaro che mai avrei voluto lasciare, per difesa,
o per attacco, nella illusoria nullità di un vivere in prestito,
rimandando sempre l’appuntamento con la vita.
Ma la vita ti aspetta, e se non vuoi, ti frega,
il cerchio della vita ha un inizio e una fine,
se lo trancio, a un certo punto, viene meno il sale,
e tutto è insipido,
nella possibilità che ci viene offerta, sempre,
a noi la responsabilità e la scelta di esserci o mancare.
Un si o un no.
©
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