Ferragosto

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Hai un dono cosi grande, l'intelligenza la solitudine è la più brutta cosa che possa succere all'uomo, sapessi quante è brutta, oggi ferragosto hai sentito frastuoni gridi di bambini vociferare di perone adulte ma ti sei resa partecipe che ceri anche tu in quella dolce vita... non dimenticata da nessuno ...pensaci... io da filosofo che vivo dà solo ci penso tutti i giorni... Bellissima!!!!
sono i giorni di festa a ricordarci cosa sia importante nella vita... si odiano questi momenti perché i ricordi che ne scaturiscono portano sempre a momenti passati sereni e ricchi di gioia... tutto adesso crea fastidio se il momento che si vive non è assolutamente sereno... versi che scaturiscono da un'animo sensibile e profondo che non riesce a fingere e sfoga le proprie sensazioni in pensieri ...condivido ed apprezzo la fluidità e lo scrivere chiaro dell'Autrice...
Nei giorni di festa, in mezzo al vociferare di bambini urlanti e di adulti che festeggiano, si può provare malinconia e tanta tristezza se nel cuore non c'è serenità ma... gli adulti che vociferano e i pianti dei bimbi sono "la vita" che scorre e quì sono d'accordo con Osvaldo Spizzirri... la solitudine è una "brutta bestia" che fa stare molto male e quando si avrebbe voglia di parlare con qualcuno e si rimane da soli si rimpiangono le feste, il pianto dei bambini... Poi si ha libertà di scelta e ognuno il ferragosto lo trascorre come vuole... Io l'ho trascorso a casa, in tutta tranquillità...La poesia è scorrevole e ben stilata...
Bellissima poesia all'ordine della solitudine non accettata e non ancora elaborata nella sua vera natura, nella sua vera bellezza. Perché quando ci si rende conto che non siamo mai soli, si comprende che la solitudine è solo uno stato della mente; si può essere soli in mezzo a tanti e si può essere in compagnia "del tutto" nella solitudine. Apprezzata Segnalo...
C'è sempre il rovescio della medaglia... da una parte c'è chi vive le festività come un obbligo e come un atto formale con una famiglia riunita apposta per l'occasione, dall'altra c'è chi farebbe carte false per non esser solo e avere una famiglia ed un vociferare intorno di voci d'adulti e di bambini... ma si possono odiare le festività per tanti motivi. Forse per una mancaza di serenità interiore in quel particolare momento o per dei rapporti non del tutto idiliaci con la famiglia o per una serie di altre cose che il lettore non sa... Chi legge però sicuramente avverte la genuinità di questi versi che nascono da una sofferenza che si spera passi in fretta... Poesia apprezzata che fa riflettere.
Tutte le ricorrenze di festivtà, sono dolorose, per chi ha perso i propri cari e quando arrivano... arriva una tristeszza sconfinata. Sentita econdivisa!
E’ nei giorni di festa che si pensa di dover essere felici quasi come per obbligo che nasce un profondo senso di vuoto dentro di noi se in fondo per diversi motivi non lo siamo. Si ripercorrono con il pensiero gli attimi trascorsi, passati in compagnia di persone a noi non più vicine per forza o per scelta e si prova un immensa nostalgia. Le festività amplificano notevolmente la sensazione di solitudine e di malessere interiore proprio perché intorno a noi sembra che tutti siano sereni e noi vorremmo rivivere quella serenità momentaneamente perduta. Ma sono solo momenti, per fortuna la vita ci dà sempre una seconda occasione per continuare a sperare in qualcosa di migliore.






