Parole
Parole, parole, parole
Per spiegar cosa?
Il magma degli infiniti movimenti del corpo
Che è anima, respiro, soffio.
Noi, nascosti a noi stessi
Eppur mortalmente evidenti a tutti
Noi, che alzammo sopra noi stessi
L’infinito immenso delle idee
Noi stessi, privati del mondo
Ci confinammo nei sogni
E perdemmo la vita.
Parole, parole, parole
Cos’altro noi siamo?
Quando proviamo a render conto o ragione
Di noi stessi,
Di ciò che amiamo?
Noi diventiamo parole
Nel sonno e nella veglia
Dimentichiamo il gesto,
L’agguato, lo stagno,
Il passaggio bronzeo dello storno a primavera,
Il discorso insensato delle piante,
Il loro germogliare,
incosciente.
Parole parole parole,
per definir cosa?
Per crear recinti e gabbie?
Per fondar cattedrali e regge?
Per porre a noi stessi,
ostacoli?
trappole da superare?
innanzi alle quali piangere,
soffrire,
e crear poesia,
ed arte.
Ancora?
©
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