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Introspezione 17 agosto 2012 · lettura 1 min · 3305 letture

I poeti maledetti

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Giuliano leandro loy 60 poesie pubblicate
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Il mio sguardo attonito riflesso nello specchio. Il mio esistente che mi si nasconde da sempre. I miei occhi increduli avvolti di malinconie per sottostare alle sporche mie necessità. Dovrei comprendere l’anima mia che segue cieca il mio viatico corpo. Vorrei esser nel bene, pur comprendendone il male di questi poveri uomini. Mentre il mio pensier che vola con le proprie ali e lamenta la poesia dell’animo. Plano e ascendo rapido e veloce mi dispiego fin dove il cuor mio possa atterrar in necessità. Siamo esiliati in noi e pronti a soppesarne della misera meschinità la propria indeterminazione. Siamo noi, i poeti maledetti dagli uomini e da Dio, e siamo noi gli accattoni che mendicano dell’altrui sentimento un avanzo di cibo emozionale, per un lauto pasto da costoro terminato.
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L'autore
Giuliano leandro loy

Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi

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Commenti (2)

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Barbara Golini18 agosto 2012

merita questa poesia, che attraversa come un fiume l'animo e nella chiusa trova il culmine della sua emozione. Merita questa autore che segnalo e di cui questa sua conservo.

Angela Fragiacomo24 agosto 2012

Un crescendo intenso del tormento, in questi versi ben strutturati, che trasportano alla chiusa, lasciando forte l'impressione data... il poeta, l'uomo, colui ch'è alla ricerca senza pace, continua, dell'emozione, da catturare, vivere e mettere in versi... come un accattone così bisognoso, da accontentarsi e tentare tutto, nel costante conflitto interiore tra bene e male, tra ciò che vale e ciò che non vale, almeno per sé, ma che non può esser tralasciato... un vivere borderline... Ben reso il senso. Apprezzata!