''Il crudo cuore del poeta''
Flavio Uldanc
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Sotto il turbolento cielo
che prepara le tempeste,
porta negli occhi e sulle labbra
le sue lacrime il Poeta,
illegittime figlie anch'esse
delle grigie piogge
che le tenebre hanno generato
Derelitto,
parla con voce esausta
al suo crudo cuore,
sfaldato come cenere
dentro quel petto che pare brace spenta...
Ed ora veglia come una madre in pena
sulle sue ultime gocce di sangue
che sempre cadono a sporcargli i piedi
ad ogni passo
e ad ogni sentiero calpestato
Ecco,
ora s'inasprisce l'uomo
ora che l'amore viene meno
e si volta,
come insospettito da un rumore
come per cercar sostegno,
quando s'accorge che la notte
ha già ingoiato la sua preda
E' scomparsa,
nel freddo silenzio,
la sua Ofelia
lasciando ad impazzire quel suo cuore
nei sublimi tormenti
sottili come foglie marce
e amari,
nauseanti
come giallo fiele
Quando, dimmi,
quando arriverai,
o insulsa Morte
a trascinar quest'anima nel tetro buio,
a stendere sull'infame giaciglio
il suo corpo senza più luce?
Metti finalmente il tuo sigillo
ti scongiuro,
ai suoi strazianti lamenti
o Grande Maledetta!
©
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L'autore
Flavio Uldanc
''Nato a Cecina (LI) da ''Bolgheri, Castagneto Carducci il 25.06.1968, da genitori sardi, vivo dal '70 in Sardegna, ad Alghero (SS), ridente cittadina sul mare dal dialetto e le tradizioni catalane, risalenti alla dominazione spagnola, dove lavoro facendo il marinaio. Amo scrivere fin da bambino e in particolar modo p
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