Nei gorghi scorgo il mio volto
Gianpiero De Tomi
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Nei gorghi scorgo il mio volto
in quelle girandole d'acqua la mia voce
sghembi tentativi voluttuosi
lasciano trasparire sospetti
attraverso il velo suadente
degli intarsi sul legno marcito
annerito dal fuoco improvviso
e sfrigolano come carne viva
livida di dolore, di gioia, di follia.
In fondo al vortice c'è quel colore
che avvolge ogni essere
un'energia luminosa, il segreto della vita.
Simbolismi atavici e tribali
atteggiano un vago sentore
di minacce velate, mentre il liquido
lentamente annichilisce come vapore
come se nulla fosse mai esistito
come le nuvole al cospetto del vento
come una frase, urlata ad un amante fuggita.
Il fiume ha un suo linguaggio
che si svela nel dolore intenso
nella cecità delle immagini.
E' necessario, sedersi in silenzio
sull'argine seccato dal fuoco
per ascoltare il malessere del respiro
l'aritmia della vibrazione.
©
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Gianpiero De Tomi
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