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Donne 21 agosto 2012 · lettura 2 min · 7135 letture

Perlacea, era celeste... il dì della sua tempesta

Giorgia Spurio 671 poesie pubblicate
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Di perlacee che hanno di roseo e di neve quel violaceo sussurro dei fiori che riconoscono il passo al mese di settembre, ed un collare di aspri spini d’echinacee al corroso tempo quanto caparbio di un soffio che tira giù tutte le tende, ed il soffitto è bianco sul corpo, ogni piega una crepa, ogni ruga, come d’ inerbita la mano che non cura anima propria ma attende prolassi e stordimento, mentre le piante –intorno, in giardino- cadono già, svenendo come vergini dalle verdi chiome senza più capelli. Eri d’argento, così la luce tra le acque, un celeste che dicono hanno gli angeli, incastrata come una madre pronta a salvare l’immobilità e l’eterno, il biancore dei dipinti nei grandi castelli di mattoni logori e di visioni cieche che non amano poi tanto parlare. Di delicato lì giace, l’abito nero delle nefandezze, sul rogo di un letto che accoglie torture e tormenti, e sono lingue –tagliate che ancor chiacchierano- a martoriare del tuo volto la beltà, -non le do mentore né menzione-. Perché io –rossa in volto- ti ricordo –sì, d’argento- come la luce tra le acque e come dicono degli angeli con l’ immobil turchese tra le corvine ciocche, ti rievoco come allucinazione silente e muta, di sinuosa ombra che non ha grigiori, e di cristallo la voce come il mare... –come il dì della sua tempesta il frinire- quel mare che ti portò via.
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"...Perché io –rossa in volto-
ti ricordo –sì, d’argento-
come la luce tra le acque
e come dicono degli angeli
con l’ immobil turchese
tra le corvine ciocche..."25 ottobre 2013
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Giorgia Spurio
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Commenti (2)

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Azar Rudif21 agosto 2012

Stupendi versi e donano quella nostalgica bellezza che ricorda di cose antiche e lontane, ormai andate.

D
DarioC 8523 agosto 2012

E come si fa a restare indifferenti? Scritta davvero benissimo! Al parallelismo tra stato d'animo e natura della prima strofa, segue la descrizione di un ricordo nostalgico per qualcuno che se n'è andato. Suggestivo e mai banale il rincorrersi di metafore e similitudini. Descrizioni rese vive da immagini a tratti fiabesche (il sogno di una bimba?) a tratti spirituali (la perdita di una persona cara, vista con gli occhi della fede?) Davvero bella!!!