Clessidre senza sabbia
Giuseppe Boccanfuso
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Caldo soffocante, idee confuse e stonate, parole vaghe
un letto sfatto e sudato, troppe sono le piaghe
pareti girgie e senza ombra di sole, umido e muffa
nessuna allegria, nessuna risata, il tempo sbuffa
clessidre senza sabbia sembrano i ricordi
tutti in fila, fermi nella periferia dei bordi.
Io ci sono e devo esserci e ci sarò ancora
il ticchettio del tempo ripassa ad ogni ora
molecole di noia s'addensano e sembrano infinite
e l'aria diventa irrespirabile nel fumo di dita ingiallite
un cane annusa il silenzio e fruga incuriosito
abbaia alla luna in un cielo sbiadito.
Osservo senza guardare, stanco del solito copione
la pazzia del folle è la sua unica ragione
ripercorro la stessa strada di sempre come allora
invecchiando nel tempo che segna ogni ora
senza tregua e senza soste, dentro le verità bugiarde
un rogo di falsi sorrisi come legna arde.
Sembrano maree desertiche perfino le parole
sarà poi giorno in quel raggio di sole
verrà poi la notte a ricordarmi nuovamente chi sono
il folle poeta che nell'eco cerca un nuovo suono
la maschera dipinta a viso sorridente
il folle vincitore ed il suo amico perdente.
©
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L'autore
Giuseppe Boccanfuso
Mi chiamo Giuseppe e sono nato a Napoli in un caldo mattino del 24 agosto 1962.......scrivo per diletto da quando avevo 13 anni........ed ora sono un tutt'uno con la poesia e le sue emozioni, il resto?????.........è la vita che scorre piano con le sue gioie ed i suoi dolori.
Commenti (1)
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Laura Maira22 agosto 2012
A volte ci si sente schiacciati dal peso del tempo, dal suo inesorabile scorrere beffardo contro i nostri sogni, i nostri desideri, la nostra età che fugge via senza perdono. E restano gli echi del poeta saggio e folle, vincitore e perdente, che attende invano un raggio di sole. BELLISSIMA e toccante. Adoro le rime, complimenti.

