Quell'attimo di sale
Angela Fragiacomo
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non mi conosce l'ape - né il tiepido bocciolo
ronzii
s'accoppiano dinnanzi al corpo bianco
sogna, la statua
ecco! sono di sale - mi guardi: sono sale;
ignori, l'antico rio al centro della fronte
ai lati di labbra e denti, coste assolate
il cono delle mie pupille - la notte
api musicano zampogne, frementi
dondolano petali e pistilli alla brezza
lunghe dita verdi solleticano, torcendosi
l'azzurro
ride ride - ovunque
possono udire fin su, cicale
dalle tenere alucce
un coro innocente e beffardo mi comprende
ai piedi del monte di cera
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (1)
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Aldo Bilato22 agosto 2012
trovo la poesia della Fragiacomo, ultimamente... un percorso ad ostacoli... mi piace pensare, che la sua formazione, sia stata filtrata ed influenzata, dalle letture di alcuni autori... (classici o contemporanei, non saprei dire) cmnq, vedo un evolversi e un modo nuovo di impaginare... forte rimane, la sua voglia di trasmettere e tanta la capacità di spogliarsi del vissuto, per arrivare! Complimenti!

