Cammeo di ghiaccio
Grazia Longo
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E tu guardavi il mare.
Le lampare erano lumi
nel mare oscuro dei tuoi occhi.
Perle di luna, le gocce d’acqua
che inondavano la tua fronte e i miei seni.
I desideri erano grappoli d’uva
tra i rossi pampini
e i viticci avviluppati stretti
ai pali corrosi dall’estate.
Giù, da qualche parte, ora, nel porto,
tra le banchine di alghe appassite,
un granchio s’innamora d’una conchiglia bianca.
Si ritira, la marea, sommessa, sulla risacca,
e lascia una sola perla, piccola, lucente,
che reca con sé, il silenzio tondo dell’abisso.
Per Te, che dagli abissi fuggi,
e, parimenti, non conosci
l’odor di cielo delle innevate vette.
Di Te, un cammeo di ghiaccio
tra i seni, mi scivola sul cuore.
E sul cuore, ora, si scioglie
e muore.
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Grazia Longo
Commenti (1)
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Giuseppe Boccanfuso24 agosto 2012
Leggere questi versi dona una marea di emozioni infinite, ad ogni verso, in ogno strofa c'è tutto, passione, amore, dolcezza, sensibilità...un cammeo di ghiaccio da brividi e pelle d'oca. FANTASTICA.

