Tempo di saggezza

Vicino al mio mezzo secolo di vita, ho aperto il cassetto nascosto e riempito timidamente dal giorno in cui, diciassettenne, il mio compagno di scuola Emanuele, alla fine di una giornata di studio a casa sua, mi porse un libro rilegato, rigido e di azzurro dicendo: “Ho scritto alcune poesie, vorrei che le leggessi”.
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Una lirica ironica che fa molto riflettere sul piano filosofico. Versi d'autore che denota un’approfondita conoscenza della semantica del pensiero e della fisica teorica. Secondo me è un luogo comune dire che la saggezza sia una connotazione che s'acquisisce nell'età senile, cioè in soggetti di provata esperienza e ragionevolezza di vita. Sembri più che la vecchiaia sia un’escalation a ritroso di forma mentis dell'individuo, anziché la capacità a saper valutare le opportunità della vita. Una conveniente convinzione certa è che l'autore abbia lasciato ai lettori l'ardua sentenza, con una chiusa invitante alla critica.

