Se un giorno

Forse ci ritroveremo,
magari
seduti in una panchina
ai giardini del centro,
quando il tempo ingrato
avrà segnato il nostro viso
e i capelli saranno spenti,
ci racconteremo
la mia vita e la tua,
riprendendole dal giorno in cui
le nostre strade si separarono.
Forse una lacrima
celata in un ricordo lontano
potrà vedere la luce,
e guardandoci negli occhi
noi ci ritroveremo ancora
quell’emozione, che ci faceva vibrare
come il vento,
ricorderemo quei sogni
che ci facevano volare
fino ai confini.
Forse il rimpianto,
esploderà nell’amarezza
per aver perso
tutto quello che era nostro
e che nessuno, neanche il tempo
potrà più ridarci
e dopo averci detto tutto
e col peso degli anni
sulle spalle,
ci alzeremo da quella panchina
e ci stringeremo la mano
per un saluto,
per poi riprender con malinconia
la nostra strada
che per un attimo ad un incrocio
si è fermata.
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Commenti (1)
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Bruno Leopardi27 agosto 2012
Bella e triste poesia. Un racconto che parte dall'anima e vola oltre. Nulla può ridarci indietro quello che non si è vissuto, meno che mai il tempo. Il tempo lui da vigliacco addenta i nostri ricordi e poi ci lascia li... da soli... Molto bella davvero.
