Metà dono nella bolgia

Recandomi nel dolente loco
tra perduti uomini soli
ho avuto metà dono chimico
per voli inutili di sfrangiate ali.
Sventola il cencioso drappo liso
senza insegna dal vento smosso
nel silenzio come frusta schiocca
seguito da uomini in secca.
Se non fossero per acuminati spini
che insanguinano violacee carni,
non inseguirebbero bandiere vuote
resterebbero statue immote.
Non si abbandona la speranza entrando
nella bolgia si va barcollando
narcosi ch'annebbia un mondo ottuso
generando più d'un uomo perso.
Il problema è all'uscita
quando il sano volenteroso perbenismo
guarda schifiltoso sentenzia e addita
e se sei robusto di braccia e fino di cervello
ti usa per il sano consumismo,
altrimenti scarto di topo di fogna
ti butta via ché sei una vergogna.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
Commenti (2)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
EnzoL27 agosto 2012
da incorniciare le prime 2 strofe, veramente avvincenti nel tempi nel linguaggio, risonanti e consapevoli ma il messaggio che abbraccio in pieno, spero voli alto e spero si condivida sempre di più in questa epoca così misera, dove ogni cosa si piega al bene del denaro ottima, incisiva condivido
Patrizia Ensoli28 agosto 2012
Abbraccio in toto il commento di Red una forte, amara incisiva poesia il risveglio delle coscienze avverrà, ci credo... Ottima lirica

