Veleno
Serena Dandy Tiano
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Leggiadrìa del viver tuo
imprime sontuose beltà.
Nel passo di danza
di un giovine angelo
parla col corpo suo,
lo sguardo rapisce.
Prigioniera,
schiava e umile serva
di furbi gesti
poiché nulla il cuore può
di fronte cotal miraggio.
Tutto dura in eterno
se eterna è la notte d'estate
quando un bacio par cento
e i crucci vengon assecondati.
Oh divino prodigio!
Domati ti desterai
mirando la carne
come scarso compenso.
Di rimando sbaverò
ammirando te,
prelibato frutto proibito,
succoso veleno del cuore
e col siero suo
d'indifferenza
strugge e distrugge.
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Serena Dandy Tiano
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