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Fantasia 29 agosto 2012 · lettura 2 min · 961 letture

Segnali di fumo

Giovanni Perri 487 poesie pubblicate
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Tutto evapora tutto diviene anche la pioggia ha un suo giro di vite in cristalli e fumi e la filosofia che suona l'orlo al bicchiere io vedo e questo vedere è un chiedere o un chiudere con ago e filo un centro al mondo anche di questo si potrebbe parlare del tempo che cambia le cose dei rami di un albero che intrecciano arabeschi e infilano le mie incertezze altrove di questo verso che mi sforma i confini ed è appena in grado di comprendermi di ciò che non è o è sul punto come un lembo un orlo una nostalgia dell'aurora che ci da motivo per credere ai colori della felicità che è sempre in agguato di tutto ciò che è sospeso rappreso confuso scolpito in un occhio in un cerchio dell'odio cioè dell'amore di tutto ciò che è concepibile in altezza di dio che concepì l'architettura gotica dei fiumi dei mari e delle stelle gotiche di una pipa che non è una pipa di Magritte e di tutti gli uomini sospesi assenti infiniti allungati su un foglio della parola Ombra che tanto ingiustamente ignoriamo di questa sigaretta che brucia di tutte le mie noie paniche che scuotono questo lenzuolo azzurro annuvolandolo dello stupore infantile che io vorrei in eterno capire e non capire come questi secondi e questi occhi che vorrei finissero persi in un impulso antico di Dante e Borges che hanno già detto tutto.
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(René Magritte)

L'autore
Giovanni Perri

Il lettore deve sapere, leggendomi (leggendo questa non-biografia dalla quale estrapolo che nasco a Napoli e ci vivo col pregio d’arricchirmene fino a smarrirla) che un po' della mia poetica (ammesso che sia tale) risponde al desiderio, non del tutto cosciente, d'allargare il mio ipotetico dolore, la mia svagata gioia

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Commenti (2)

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Antonio Terracciano29 agosto 2012

Poesia filosofica di notevole spessore, che rende bene l'idea del breve mistero e della fugacità delle nostre esistenze, simili, direi, a un lampo, a un fulmine improvviso in mezzo all'impenetrabile nero della notte. Da un punto di vista formale, per me questo è davvero un ottimo esempio (come le altre prove del poeta) di poesia in veri versi liberi, i quali, per soddisfare le esigenze poetiche, devono essere architettati (sapendo soprattutto bene quando è il momento di andare a capo) in maniera disuguale sì, ma capace di dare alla poesia un ritmo simile a quello che i musicisti riescono a infondere in un brano di jazz.

h
hy ju31 agosto 2012

Il finale nega per assurdo tutto ciò che affermano i versi precedenti. L'apparentemente assurdo stupirsi ancora della realtà ultima delle cose, quando sembra che tutto sia già stato detto. Mi piace!