Di quel che è - e non è
Angela Fragiacomo
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l'oceano - di labbra bianche tumefatte al sole!
trovandoci come chiodi piantati, si graffi la carne
schianti sulla battigia rossi papaveri:
una ferita è una ferita, l'intorno alabastro;
- solitudine - occupi bocche di pesce azzurro,
altrove muoiono minute armonie, noci e latte
non rombano tamburi, rotolano pietre (senza eco);
m'annunci in silenzio stalattite - pendola opale
nella pacatezza della roccia - semplice l'amarti.
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L'autore
Angela Fragiacomo
Gli animali furono imperfetti, lunghi di coda, plumbei di testa. Piano piano si misero in ordine, divennero paesaggio, acquistarono nèi, grazia, volo. Il gatto, soltanto il gatto apparve completo e orgoglioso: nacque completamente rifinito, cammina solo e sa quello che vuole. . L'uomo vuol essere pesce
Commenti (2)
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Rita Stanzione30 agosto 2012
versi da penetrare a fondo, significati in immagini originali e oltre. mi piace molto quel "rotolano pietre (senza eco)" e i due versi finali
Paola Galli30 agosto 2012
anche a me ha colpito lo stesso verso di Rita, a parte questo la poesia trasmette mille spunti di riflessione, da rileggere tante volte per penetrarla a fondo! sembrano pensieri buttati giù di getto, che raccolgono emozioni diverse, di vita ed amore!!! originale e geniale direi!!


