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Donne 29 agosto 2012 · lettura 1 min · 4093 letture

Io ti lascerò volare

Stefano Drakul Canepa 4649 poesie pubblicate
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queste pietre sono sogni da bere nel mare caldo Non si possono restituire i giorni, tutta la luce è sciolta fra gli occhi stanchi ed anche in questi dubbi io tesso il mio male la mia maschera di buio e fiele. Vorrei ancora un riflesso di luna, ma le nuvole nate negli anni antichi hanno ormai polvere di ruggine da respirare e nessun vento le può spazzare via. Ma tu non mi ascoltare, se sentirai il respiro delle mie morti io ti lascerò volare in questo nero maestrale ed il gelo dei mattini vuoti non ti toccherà. Non si possono restituire le tempeste e le estasi evocate per paura vanno tenute al guinzaglio delle nostre ere, sono piccole forme di gioco che il cuore non abbandona mai se non nel vespro dei sogni.
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Commenti (3)

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Miriam Badiani30 agosto 2012

Una oscura maschera che brama comunque agli ultimi raggi di Luna ed è disposta a tralasciare qualcosa, a non ferire irrimediabilmente. Tra sogno e realtà, le divagazioni della mente, attraverso metafore di grande effetto. Sublime la chiusa.

Elena Poldan30 agosto 2012

Una lirica sofferta, dove l'attore, sottolinea come nn possa cancellare, dimenticare tutto il male che, accumulato negli anni, ha segnato il suo destino... ormai le nuvole nere fanno parte di sè... ma è disposto a lasciar andare il suo amore, se mai il suo dolore dovesse lambirla. Straordinario!!!

Laura Maira5 settembre 2012

Malinconica e struggente tra realtà e sogno questa lirica di grande fascino e bellezza. Un abbandonarsi ai ricordi e alla notte. Sempre molto bello e ammaliante lo stile, complimenti