Io ti lascerò volare
Stefano Drakul Canepa
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queste pietre
sono sogni da bere
nel mare caldo
Non si possono restituire i giorni,
tutta la luce è sciolta fra gli occhi stanchi
ed anche in questi dubbi io tesso il mio male
la mia maschera di buio e fiele.
Vorrei ancora un riflesso di luna,
ma le nuvole nate negli anni antichi
hanno ormai polvere di ruggine da respirare
e nessun vento le può spazzare via.
Ma tu non mi ascoltare,
se sentirai il respiro delle mie morti
io ti lascerò volare in questo nero maestrale
ed il gelo dei mattini vuoti non ti toccherà.
Non si possono restituire le tempeste
e le estasi evocate per paura vanno tenute
al guinzaglio delle nostre ere,
sono piccole forme di gioco che il cuore
non abbandona mai
se non nel vespro dei sogni.
©
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L'autore
Stefano Drakul Canepa
Commenti (3)
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Miriam Badiani30 agosto 2012
Una oscura maschera che brama comunque agli ultimi raggi di Luna ed è disposta a tralasciare qualcosa, a non ferire irrimediabilmente. Tra sogno e realtà, le divagazioni della mente, attraverso metafore di grande effetto. Sublime la chiusa.
Elena Poldan30 agosto 2012
Una lirica sofferta, dove l'attore, sottolinea come nn possa cancellare, dimenticare tutto il male che, accumulato negli anni, ha segnato il suo destino... ormai le nuvole nere fanno parte di sè... ma è disposto a lasciar andare il suo amore, se mai il suo dolore dovesse lambirla. Straordinario!!!
Laura Maira5 settembre 2012
Malinconica e struggente tra realtà e sogno questa lirica di grande fascino e bellezza. Un abbandonarsi ai ricordi e alla notte. Sempre molto bello e ammaliante lo stile, complimenti



