Batter ali e denti
Ali s'aprono al vento
desiderio di blu vogliose di respirare
il cielo.
Mescolarmi con tutti i frammenti
di stelle cadenti
dopo la più piccola ora notturna
precipitando nel blu profondo.
Una nuvola preda del forte maestrale
trapassata da saetta
infilata in una collana di lampi
è come un diadema del cielo.
La pioggia bagna la pelle indurita
e le zolle polverose,
ristora i terreni inariditi dal tempo,
chiude le crepe.
Adesso sono me stesso
libero dal peggiore,
affamato
nel fango morto.
Ricordi? Mi hai preso per mano
rivoltando e vangando
il brullo terreno,
dalle nuvole sparse
catinelle di pioggia gentile.
Ora con Te al fianco corro
poi stanco mi siedo,
esitante sulle paure,
sproni a seguitar i miei passi
scongiuro il pericolo di restar
fermo,
dormiente .
Urlo ad ogni passo che nella fanghiglia affonda,
lontano ascolto il ceppo crepitare
negli occhi mi appare
il Tuo volto,
le Tue gemme brillanti,
dal caldo non battono più i miei denti.
©
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Commenti (1)
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Garbofania3 settembre 2012
Difficile interpretare. Io ci vedo una liberazione. Finalmente la realizzazione di quel sogno semplice e difficilissimo da realizzare, quello di riprendersi una Vita, quello di riprendersi dalla Vita. Ecco che il Poeta conduce il lettore e lo trascina nel suo volo. Una rinascita e un riscatto. Un ringraziamento a chi non ha negato la sua mano, a chi s'è infangato di noi. Son certa che l'Autore non dimenticherà ... Stranamente bella.
